• Silvia Binotto

Il Capitello di San Rocco di Calvene (VI)

Aggiornamento: 22 nov 2021


Capitello di San Rocco di Calvene (VI).

Comunemente chiamato “capitello della Peste”, il monumento sorge in località Lazzaretto su una piccola altura nella Valle della Chiavona, piccolo torrente che attraversa il paese da nord a sud fino ad immettersi nell’Astico. Il capitello di San Rocco ricorda l’epidemia di peste che si abbatté in tutta Italia nel 1575, mietendo numerosissime vittime.

Dopo il colera del 1837 fu restaurato e vi fu scritto: "Anno pestis 1575 erectum et anno post colera 1837 innovatum[1]". Nel 1951 fu nuovamente restaurato e la scritta fu sostituita con quella attuale, in lingua italiana: “Eretto l’anno della peste 1575, restaurato dopo il colera del 1837, rinnovato nel 1951 dal pittore Puppin Vittorio”. Di Puppin Vittorio sono i dipinti su due lati del capitello, raffiguranti uno San Rocco (lato est), protettore degli appestati, l’altro San Carlo Borromeo (lato ovest) che si prodiga per essi (l’epidemia di peste si verificò durante l’episcopato milanese di San Carlo Borromeo, per questo la peste fu denominata di “San Carlo” e sullo sfondo del dipinto è presente il Duomo di Milano). I dipinti del Puppin sostituirono "la ormai scomparsa Madonna e il San Rocco[2]".


Lato ovest del Capitello di San Rocco con la scritta commemorativa e il dipinto di San Carlo Borromeo.

Dipinto di San Rocco, lato est del Capitello di Calvene (VI).

Il 31 ottobre 2010 il capitello fu inaugurato dopo un nuovo intervento di restauro[3] e la monumentalizzazione dell'area voluta dall'allora parroco di Calvene, don Moreno Bagarella.

Nella parete sud dello stesso capitello si trova una lapide commemorativa di un triste e disgraziato evento avvenuto nell'immediato dopoguerra: il giorno 9 febbraio 1949 esplose un ordigno bellico nei pressi del capitello, coinvolgendo alcuni ragazzi di Calvene (che ivi stavano giocando) uccidendone uno, Lino Segalla.




NOTE AL TESTO


[1] Archivio Parrocchiale.

[2] Archivio Parrocchiale.

[3] Il restauro del "Capitello della Peste" costò 3000€. Se ne occuparono il Gruppo Alpini del Comune che curò le fondamenta del capitello, la Protezione Civile "La Rocca" che attrezzò l'area di scala e staccionata per raggiungere la sommità della collinetta su cui sorge il monumento; la ditta Artemisia si occupò del lavoro di recupero e di conservazione . Anche l'Amministrazione Comunale contribuì all'opera di restauro (Bollettino parrocchiale, 31 ottobre 2010).

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