• Silvia Binotto

La Chiavona di Calvene: fonti e documenti sull'alluvione del 1850

Aggiornamento: 28 lug 2021


La Chiavona, nei pressi di Calvene.

“Alla parte di Ponente scorre il torrente Astico, che gira nel distretto di Calvene due ruote di molini ed un maglio da battiferro. Evvi un altro piccolo torrente chiamato Chiauna, che viene dai monti, e gira anch’esso due altre ruote di molini[1].

Così descriveva Gaetano Maccà nella sua Storia del Territorio Vicentino le risorse idriche del Comune di Calvene. In verità l’Astico e la Chiavona, o ciaona in dialetto locale, sono solo i due principali torrenti del territorio comunale, caratterizzato da moltissime valli e da moltissimi rivoli e fonti d’acqua. La Chiavona, in particolare, porta con sé nel suo lento scorrere, due aneddoti storici davvero significativi: il primo riguarda la costruzione e la messa in uso di due mulini, ancora presenti nel Comune di Calvene, ma di cui avremo modo di parlare in un altro momento, il secondo riguarda l’alluvione del 1850 riportata anche dalle cronache storiche locali del tempo. Tra la notte del 26 e 27 luglio del 1850, infatti, la Chiavona ingrossatasi per le piogge torrentizie, divenuta impetuosa, rotolò massi e colpì l’antica pieve di Calvene, che giaceva in piano in prossimità dell’attuale cimitero del Comune di Calvene, distruggendo il vecchio cimitero e rovinando la chiesa stessa.

Si riportano ora le fonti che parlano dell’accaduto: le parole di Luca Dal Bianco da un manoscritto del 1856 e le parole del Sacerdote Francesco Farneda dal suo opuscolo del 1912.


“Correva l’anno 1850, il 26 luglio, allorché una triste avventura colpì gli abitanti di Calvene […]. Quand’ecco scoccata l’ora di mezzanotte, in un sol tratto ai dolci incanti della natura succede la più tetra e funesta costernazione. Dai ciglioni e dalle vette settentrionali dei monti si vedono neri nugoli accavallarsi e uscir fuori, e condensati ricoprire di repente il sottoposto paese. […] I rivi già aridi e secchi, per il nuovo tributo dell’acqua scorrono, s’ingrossano e sboccano precipitosi nelle valli, e le valli traboccanti si riversano per la piena dell’acqua, dilavan le terre, menando guasti dei seminati e delle ricolte, sbarbicano, svelgono, e nelle vorticose lor torbe rivolgono alberi scapezzati, tronchi e piante d’ogni genere, e intanto, al rintoccar delle sacre squille, al frastuono delle frane e smotte, allo strepito dei massi che s’urtano nella rovinosa corrente, al rombo del tuono che fa scricchiolar le invetriate e traballar tutta la casa, si destano dal profondo sonno i miseri coloni […]. La Tramia[2], piccola valle, ingrossata e traboccante sfascia il muro e la strada stessa della villa rade e divora […]. La Chiavona ruggente e tempestosa per il continuo riversar d’acqua delle convalli mena infiniti guasti e rovine: le case che la costeggiano sono quasi in balia della fiumana. […] Intanto la ineluttabile piena, ognora più impetuosa e fremente, rode, consuma e sfascia un grosso muro riparo fortissimo alla chiesa; quindi, rovinato e distrutto il triplicato muro del cemeterio che circonda detta chiesa, insozza della sacrilega onda l’altare di Dio, gli arredi sacri e checché evvi di santo e venerando[3].”


La Chiavona presso Mortisa di Lugo di Vicenza.

“Correva l’anno 1850, e nel giorno nefasto del 31[4] luglio un’improvvisa alluvione rigonfiava a dismisura il torrente Chiavona, il quale precipitando a valle con schianto d’alberi e divorando terreno, deragliava all’altezza di casa Bortolo Pasin, abbattendo il muro di cinta del vecchio cimitero, ingombrando di sassi il pavimento della Chiesa, ed asportanto le salme dei cadaveri a notevoli distanze. Un sacerdote di fresco tumulato, il Rev. Don Dom.° Rizzato Cappellano del luogo, fu rinvenuto attraverso un albero in località isola. Sopra la cartiera Nodari. Della Chiesa demolita, non rimane che la Sagrestia. Fu allora che brillò l’idea di dar principio ad una nuova Chiesa. Proporzionata al bisogno dell’aumentata popolazione. La nuova Chiesa nell’anno 1852 fu riedificata più ampia e più bella in stile jonico nel centro della villa, nel brevissimo spazio di soli due anni […][5].”

Anche successivamente, negli anni ’50, lo storico del paese Lino Pellegrini, nel suo opuscolo Calvene (Cenni Storici) riporta l’accaduto:

“L'anno 1850, nella notte dal 26 al 27 luglio una grave sciagura gettò il paese nella costernazione. Il torrente Chiavona, enormemente ingrossato per le recenti piogge, straripò con spaventosa furia all'altezza di casa Pasin, sradicando alberi e rotolando massi. La fiumana s'abbatté sul muro di cinta del cimitero e con impeto rovinoso lo travolse disseppellendo i cadaveri e disseminandoli per la pianura sottostante fino alla contrada Serra. Il corpo di un sacerdote, Don Domenico Rizzato, cappellano del paese, da poco tumulato, fu trovato nei pressi della Cartiera attraverso un albero. La Chiesa ed il campanile, nelle immediate vicinanze del cimitero, furono invasi dall'ondata di piena che devastò l'interno del tempio e compromise irreparabilmente la statica dei due edifici. Fu necessario, allora, pensare alla costruzione di una nuova chiesa in luogo più sicuro e più adeguata ai bisogni dell'aumentata popolazione[6].”

La nuova Chiesa di Calvene fu costruita nell’attuale Piazza Resistenza, tra il 1850 e il 1852. Della vecchia pieve molte sono le fonti antiche ma ricostruiremo la sua storia in un altro momento. Fa comunque strano pensare che un torrente come la Chiavona possa aver causato così forti danni, vista la sua attuale portata idrica, ma una foto aerea del 1917 rende l’idea di come fosse un tempo.


Foto aerea del Comune di Calvene del 1917 (BRAZZALE, SPEROTTO 2014 - Archivio Luigino Caliaro).

NOTE AL TESTO

[1] Maccà 1815, Tomo XII, p. 125. [2] La Tramia corre oggi sotto la via principale del Comune di Calvene, via Roma. [3] Il manoscritto è edito in Brazzale 2007, pp. 246-247. [4] Francesco Farneda parla della notte del 31 luglio, ma il fatto successe tra il 26 e il 27 luglio (cfr. Pellegrini 1953). [5] Farneda 1912. [6] Pellegrini 1953, p. 14.


BIBLIOGRAFIA


Brazzale 2007 = Francesco Brazzale, Dal Pian del Toto a la Val de Fonte. Calvene, la vera storia di un paese del pedemonte dal Neolitico ai nostri giorni, 2007.

Farneda 1912 = Francesco Farneda, Cenni storici di Calvene, 1912-

Maccà 1815 = G. Maccà, Storia del Territorio Vicentino, Tomo XII, Parte Prima, Caldogno, 1815.

Pellegrini 1953 = Pellegrini L., Calvene (Cenni Storici), 1953.




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