• Silvia Binotto

La chiesetta del Calvario di Lugo di Vicenza (VI)

In via Creari a Lugo di Vicenza (VI) fu eretta nel 1930 la chiesetta del Calvario. Fu costruita da Giuseppe Pasin, detto “Bepi Santo[1]”, nella sua proprietà, in onore della figlia defunta Angela di appena vent'anni. La nipote di "Bepi Santo", ricorda che suo zio, dopo la morte della figlia, non era capace di darsi pace e di rassegnarsi: per ben tre volte Angela, sua figlia appunto, gli apparve in sogno, invitandolo ad andare in pellegrinaggio in Terra Santa. Quando tornò, decise di costruire questo piccolo oratorio[2]. La chiesetta passa quasi del tutto inosservata: la si riconosce per una piccola croce di ferro sulla sommità. Il timpano è affrescato, ma a fatica si riconosce la figura di Gesù che nell’orto degli ulivi riceve il calice della passione[3]. Ai lati del timpano, a sinistra di chi guarda, è posta la statua in pietra tenera di Maria Santissima Addolorata, con sotto questa scritta: DONNA, ECCO TUO FIGLIO; a destra di chi guarda, invece, si trova la statua sempre in pietra tenera di San Giovanni Evangelista, con sotto questa scritta: GIOVANNI, ECCO TUA MADRE (Giovanni, 19, 18-30).


La chiesetta del Calvario in via Creari a Lugo di Vicenza, 1930.

Sopra la porta d’ingresso si trova la lapide commemorativa:

D.O.M.

A gloria di

Gesù CRISTO RE

E alla memoria della defunta

Figlia ANGELA

questo sacello

Giuseppe Pasin eresse

SIMILE AL CALVARIO MCMXXX


Un’altra piccola lapide, posta sopra quest’ultima, ricorda la benedizione del Sacello il 20 agosto 1933.


Ai lati le statue di Maria Santissima Addolorata e San Giovanni Evangelista.
Dettaglio del timpano affrescato con Gesù che riceve il calice della passione nell'orto deli olivi.

Nel volume Capitei e oratori a Lugo di Vicenza di Padre Fiorenzo Cuman (1984) si trova la descrizione dell’interno della chiesetta: sulla parete di fondo si trova un crocifisso ligneo in cui sono incastonate 14 reliquie raccolte da Giovanni Pasin nel suo pellegrinaggio in Terra Santa, con ai lati due statue in gesso colorate della Vergine Addolorata e di San Giovanni Evangelista (come in facciata, sopra al timpano). All’interno si trovano altre statue in gesso colorato: un Sacro Cuore di Gesù, una Immacolata e una Pietà collocata all’interno di una nicchia lignea protetta da vetro, dove si trovano altre reliquie dai luoghi dell’Annunciazione e del Presepio. Sotto l’altare è presente una lapide: “Qui o Cristiano inginocchiati e bacia queste sacre pietre provenienti dall’orto del Getzemani e del Calvario bagnate del sangue del Divino Agnello e che io raccolsi nel pellegrinaggio in Terra Santa, G. P. 1928”. All’interno si trovano varie suppellettili e altre lapidi e statue, come la Via Crucis in ceramica colorata, benedetta dal Superiore dei Frati Cappuccini del Santuario della Madonna dell’Olmo di Thiene (VI)[4]. Alle pareti si trovano quadri con immagini di “carta colorata” raffiguranti la Sacra Famiglia nella casetta di Nazareth, Sant’Antonio di Padova e il volto di Gesù coronato di spine. Non mancano all’interno anche le foto di Giuseppe Pasin e della sua figlia Angela, per cui fece costruire, appunto, la piccola chiesetta[5].



Foto storica degli anni '80 circa della chiesetta del Calvario di Lugo di Vicenza, da CUMAN 1984.


NOTE AL TESTO

[1]Cuman 1984, p.87.

[2]Cuman 1984, p.87. [3]Cuman 1984, pp. 87-90; Dellai 2004, p. 317. [4]Cuman 1984, p. 90. Questo aneddoto viene dalla figlia di “Bepi Santo”, la signora Amalia Pasin. [5]Ibidem.


BIBLIOGRAFIA


Cuman 1984 = P. Cuman, "Capitei" e oratori a Lugo di Vicenza, Bologna, 1994.

Dellai 2004 = G. Dellai, Storia di Lugo di Vicenza e della sua gente, Vicenza, 2004.

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