• Silvia Binotto

La fontana di Bacco e Arianna a Thiene (VI)

"Di nobili affetti / Di generose virtù – di storici vanti / Erede / Guardino C:te Colleoni / L’opera civilmente feconda / Del nuovo acquedotto / Svolto dalle pure fonti / Del suo diletto Summano / All’industre Thiene / Ch’egli ama quale sua patria / Plaudì – suggellò / Col munifico dono / Di marmoreo gruppo a perenne zampillo / Chi unisce al pregio dell’arte / Il sapiente concetto / Di sublime elevazione morale. / Restino perenni / Dell’uomo generoso il nome / Degli ammiratori / La riconoscenza[1]."


Così viene ricordato il dono che il Conte Guardino Colleoni-Porto[2] (Vicenza 1843 - Roma 1918) offrì alla città di Thiene il 6 agosto 1911, in occasione dell’inaugurazione del nuovo acquedotto, con tubi in ghisa, proveniente dal Monte Summano e alimentato dalle fonti Bonifacia, Prà Laghetto e Pozzati. Per l’occasione infatti fu donato alla città il gruppo scultoreo che caratterizza la fontana, ancora oggi zampillante, posta tra l’edificio che ospita oggi il Municipio e la Villa Porto-Colleoni-Thiene. Il gruppo fu opera dello scultore Egisto Caldana, scultore vicentino (Vicenza 1887-1961) attivo soprattutto in Veneto nella prima metà del XX secolo, e rappresenta Arianna e Bacco.


La fontana di Bacco e Arianna e vista su Villa Porto-Colleoni-Thiene, Thiene (VI).

La fontana di Bacco e Arianna, gruppo scultoreo di Egisto Caldana.

Arianna, con veste dal panneggio ondulato e aderente, è rappresentata inginocchiata su uno spuntone di roccia che domina il centro della vasca della fontana. La fanciulla è intenta a versare il “vino” con una piccola anfora senza manici nella coppa di Bacco (simile ad un kantharos greco), posto più in basso rispetto alla figura femminile, rappresentato nudo seduto sulla roccia, con la coppa nella mano destra e con gli attributi standard che caratterizzano la sua figura nell’iconografia tradizionale: grappoli d’uva e pampini che gli cingono il capo e nascondono le sue intimità. Ai lati dello spuntone di roccia si trova un animale marino, per contestualizzare la scena rappresentata nell’ambiente acquatico. Bacco, o Dioniso, era per gli antichi greci e romani il dio del vino e della vendemmia, nonché del piacere dei sensi e del divertimento. Moltissime e varie sono le fonti antiche che parlano dell’incontro tra Bacco e Arianna, ma la più nota ricorda che la fanciulla, principessa di Creta, dopo aver aiutato con il suo filo l’eroe ateniese Teseo a sconfiggere il Minotauro, fuggì con lui, ma venne abbandonata nell’isola greca di Nasso (Cicladi). Disperata fu consolata dal dio Dioniso, che giunse a Nasso con un carro trainato da pantere e la volle sposare:


"[...] Mentre cosi la sventurata piange,

E in varij luoghi si trasporta, e duole,

E del dolor, che la tormenta, et ange,

Fan fede le percosse, e le parole.

Lo Dio, che già fu vincitor del Gange,

Come la buona sua fortuna vuole,

Vede passando lei, che si querela,

E fa voltare à quel camin la vela.


Tosto, che Bacco almo, e giocondo intende

In giovane si bella i vaghi lumi,

Et ode il gran dolor, ch’entro l’offende,

E vede gli occhi suoi stillarsi in fiumi,

E sente, che la sua stirpe discende

Da due si chiari, e gloriosi Numi,

Di lei s’infiamma, e la conforta, e prega,

Tanto, ch’ à fine al suo voler la piega."


(Ovidio, Metamorfosi, Libro VIII)


L’esterno della vasca, è caratterizzato da quattro scudi in bassorilievo, uno per ogni punto cardinale: a est si trova inciso su marmo il ricordo della donazione del Conte Guardino: GVARDINO COLLEONI / COMITI CLARISSIMO / SENATORII ORDINIS VIRO / QUOD MARMOREO HOC LABRO / THIENAS VRBEM / AN MCMXI / MUNIFICE ORNAVERIT / CIVES / GRATI ANIMI ERGO / PP.



A ovest, invece le seguenti parole: “HAEC POTI FLAMMAS TEMPERET VNDA MERI”, quest’acqua che ondeggia mitighi l’ardore del vino bevuto. È un monito alla vita goliardica rappresentata dalla figura di Bacco stesso e un invito alla moderazione nel bere vino, ma anche, e sicuramente, un rimando alla possibilità di bere acqua nel pieno centro della città grazie alla costruzione e all'attivazione del nuovo acquedotto cittadino, inaugurato appunto nel 1911.



NOTE AL TESTO


[1] https://www.facebook.com/castellodithiene/posts/1093394004191184/ [2] Guardino Colleoni-Porto (Vicenza 1843 - Roma 1918), laureato in Giurisprudenza all'Università di Padova, fu un politico italiano. Fu Sindaco di Vicenza (dicembre 1879-15 giugno 1881; 16 giugno 1881-settembre 1882), Presidente del Consiglio [provinciale] di Vicenza (1906-1913) e membro della Deputazione provinciale di Vicenza (1883-1889), nonché consigliere comunale di Thiene e consigliere provinciale di Vicenza. Tra le varie cariche fu anche socio fondatore del Club Alpino Italiano (CAI), sezione di Vicenza (1874) e Presidente della Casa degli esposti, poi Ospizio degli infanti abbandonati di Vicenza dal 1887, e

socio della Società geografica italiana (1871).

Fu nominato Conte di Solza, titolo riconosciuto con decreto ministeriale del 6 febbraio 1900 e il 3 giugno 1908 fu nominato senatore. Tra le onorificenze si ricorda: Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia e Cavaliere del Sovrano Ordine militare di Malta (https://notes9.senato.it/web/senregno.nsf/96ec2bcd072560f1c125785d0059806a/98b04cad83950a3c4125646f005a4dab?OpenDocument). In Piazza Ferrarin a Thiene (VI) una lapide commemorativa ricorda la figura di Guardino Colleoni-Porto (http://www.chieracostui.com/costui/docs/search/schedaoltre.asp?ID=22228).

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